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NOTA BIOBIBLIOGRAFICA DI GIULIANA LIMITI

 

Giuliana Limiti è nata a Roma il 30 gennaio 1930 da Orlando e Vin­cenza Cippitelli, in una famiglia originaria di Marino che univa alla tradi­zione vitivinicola dei Castelli romani la vivace partecipazione al repubbli­canesimo mazziniano. Nella clandestinità antifascista, è spesso ospite a casa sua l'intellettuale ebreo Ugo Della Seta, docente di filosofia morale ed autore del fondamentale-studio «Giuseppe Mazzini pensatore», che segna indelebilmente la sua formazione umana e culturale.

Alla liberazione dí Roma, seguendo Ugo Della Seta, prende parte alla rifondazione del Partito repubblicano, milita nella sua federazione giovani­le e contribuisce alla redazione de «La Voce repubblicana». Fa quindi propaganda per la Repubblica nel referendum istituzionale ed assiste alla proclamazione del risultato elettorale da parte della Corte di Cassazione nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio.

Accanto a Ugo Della Seta, eletto deputato all'Assemblea costituente per il PRI, risente del clima di entusiasmo della nascita della Repubblica e ne conosce i principali esponenti, da Croce a Nitti, da Einaudi a Sfor­za, da De Gasperi a Gonella, da Pacciardí a Nenni, da Parri a Terracini, a molti dei quali resterà poi legata. Collaborerà anche con Augusto Monti ed Ernesto Rossi, che assistè nella pubblicazione degli scritti scolastici dí Gaetano Salvemini. Seguirà poi Della Seta nelle campagne elettorali suc­cessive e nell'esercizio del mandato parlamentare, dalla Camera al Senato, sino alla sua scomparsa nel 1958.

Laureatasi in filosofia nella facoltà di Magistero dell'Università «La Sapienza» di Roma con una tesi su Spinoza, risulta vincitrice del Premio Giovanni Gentile ed inizia la carriera accademica che la conduce ad un'in­tensa attività pubblicistica sulla rivista «I problemi della pedagogia» ed all'insegnamento quarantennale dell'educazione comparata. Nel campo della ricerca, diventa la maggiore studiosa italiana di Comenio, conseguendo la più alta onorificenza culturale cecoslovacca. In tale veste, ha conosciuto e sostenuto gli intellettuali cechi e slovacchi del dissenso, vittime della re­pressione sovietica.

Funzionaria della Camera dei deputati dal 1961 al 1990, lavora prima alla Biblioteca e poi al Servizio Studi, avviando la documentazione in materia di istruzione e beni culturali. Conclude la carriera parlamentare come Sovrintendente all'Archivio storico che ricostituisce in una nuova e più idonea sede secondo rigorosi criteri metodologici e deontologici tanto dà ricevere dall'Ufficio di presidenza della Camera la nomina a Sovrintendente onorario. In tale incarico, ha tra l'altro salvato dalla dispersione gli abiti che Giovanni Amendola indossava quando subì l'aggressione fascista. Nel frattempo, a Parigi, nel Congresso internazionale degli Archivi del 1988, si fa promotrice della sezione degli archivi storici parlamentari, di cui viene eletta prima presidente e poi presidente onoraria. È stata la prima a lanciare l'idea di un Museo della rappresentanza nazionale, ipotizzandone la collocazione al Vittoriano.

Chiamata dal presidente Scalfaro al Quirinale, all'inizio del suo setten­nato (1992), quale consulente storico-archivistico a titolo gratuito, fonda l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, sino ad allora mai istituito, e fa bandire un concorso pubblico per archivisti sulla Gazzetta ufficiale (unico esempio- di reclutamento selettivo del personale di quel­l'amministrazione). È confermata nell'incarico dal presidente Ciampi, per tutto il suo settennato (1999-2006). Ha svolto le funzioni, di consulente scientifico dell'Archivio storico del Banco di Roma e del Comitato parla­mentare per i servizi di informazione e di sicurezza.

Socia benemerita dell'Istituto «Domus Mazziniana» di Pisa, ne è stata vicepresidente con la responsabilità del coordinamento dell'attività scienti­fica, iniziando a curare gli annali de «Il Mazzinianesimo nel mondo». Presidente e fondatrice della Mazzini Society, fa parte del Comitato nazio­nale per le celebrazioni della nascita di Giuseppe Mazzini e della Com­missione ministeriale per l'edizione nazionale dei suoí scritti. Precedente­mente, aveva curato l'edizione critica dei Doveri dell'uomo, edita dalla Camera dei deputati nel primo centenario della morte di Mazzini (1972). Ha promosso altresì le celebrazioni per il centocinquantenario della morte di Margaret Fuller (2000), dettandone la lapide commemorativa posta in Piazza Barberíni.

Nel campo educativo, ha avviato in Italia la conoscenza e la valorizzazione dell'opera di Janusz Korczak. È stata vicepresidente dell'Unione per la lotta all'analfabetismo e presidente della sezione italiana dell'Organizza­zione mondiale per l'educazione prescolare. Ha fatto parte per decenni della Commissione nazionale italiana per l’UNESCO, presiedendone il Comitato Educazione. Ha collaborato altresì con il Consiglio d'Europa.

Da sempre vicina al mondo ebraico, cura dalla fondazione la segreteria dell'Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele ed è stata segretaria presso la Commissione Gonella per l'intesa con l'Unione delle comu­nità israelitiche italiane. Ha organizzato a Venezia la mostra dei disegni dei bambini ebrei del campo di Terezin ed e stata tra i promotori ed i sottoscrittori della Dichiarazione di Oslo contro l'antisemitismo e l'antisionismo (1983). La sua testimonianza orale è ricompresa nella documentazione sulla Shoah della Fondazione Spielberg di Los Angeles.

 

La sterminata bibliografia di Giuliana Limiti è reperibile sul sito inter­net www.giulianalimiti.it

 

Si riporta di seguito, per brevità, l'elenco delle sole opere monografiche:

 

Le vedute pedagogiche nella filosofia di Benedetto Spinoza, Roma, Universi­tà degli studi «La Sapienza», 1957.

La scuola nelle costituzioni europee contemporanee, Roma, Armando, 1960. Studi e testi comeniani, I, Roma, Ateneo, 1965.

Cavour e la scuola, Roma, Armando, 1965.

Codice calasanziano palermitano, Roma, Ateneo, 1965.

Rassegna e prospettive degli studi comeniani oggi, Roma, Istituto di peda­gogia dell'Università di Roma «La Sapienza», 1968.

La scuola privata tra Stato e Chiesa, Roma, Colombo, 1970.

Il tirocinio del leggere e dello scrivere di J.A. Comenius, Roma, Armando, 1970.

Pinocchio in Cecoslovacchia, Firenze, Quaderni della Fondazione Collodi, Industria tipografica fiorentina, 1971.

Un albero per ogni bambino, Roma, Unesco – Omep, 1989. Giuseppe Mazzini e gli operai, Roma, Uil, 1991.

Carlo e Nello Rosselli. Giustizia e libertà, Roma, Uil, 1993.

Come nasce, si sviluppa e si concretizza l'idea del Museo del Parlamento al Vittoriano, Roma, Atena, 1994.

From Mazzini to Korczak: a democratic European identity and a possible educational project for the future, Roma, Colombo, 1995.

Omaggio a Itzhak Rabin, Ancona, Federazione sionistica italiana, 1995. Antonino Anile, Reggio Calabria, Parallelo 38, 2000.

Il presidente professore. Luigi Einaudi al Quirinale, Milano, Luni, 2001. La Terza Roma di Giuseppe Mazzini, Roma, 2005

 
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